Colli Euganei Fior d’arancio DOCG – Passito

 

 

 

 

La preziosità, il passito

La preziosità, il passito

La preziosità, il passito

La parola d’ordine è equilibrio, supremo equilibrio contrapposto alla stucchevolezza, che non troviamo mai.

Perfetto bilanciamento tra parti dure e parti morbide del vino, che rende il passito dei Colli Euganei, qualcosa di davvero unico. L’altro descrittore è la complessità, nel senso più affascinante del termine, di qualcosa che a tratti si mostra e a tratti si ritrae, ma che fa presagire mille sensazioni e che invita a svelarne ogni più piccolo segreto.

Questo è un prodotto che si deve definire con l’abusato termine “di nicchia”. Perché ce n’è poco, perché richiede un gran lavoro per essere prodotto, e perché il risultato è l’espressione precisa della terra che lo produce. Non assomiglia a nessun altro. La raccolta dei grappoli viene fatta ovviamente a mano, l’uva riposa in cassetta finchè non avrà perso la giusta quantità di acqua, e non avrà visto concentrarsi gli aromi. C’è un istante cruciale nella produzione di questo vino, è la scelta accurata del momento in cui procedere alla vendemmia. Deve esserci una perfetta maturazione e il corretto livello di ph. La scelta del momento in cui pigiare, e l’eventuale passaggio in legno determineranno poi le caratteristiche di ogni singolo prodotto. Ogni singolo terroir dei Colli Euganei vi avrà già impresso il suo marchio indelebile.

Il Fior d’Arancio passito, di nobile lignaggio, con sentori ampi ed eterei, svela un carattere estroso ed eclettico. Si lascia accompagnare con accondiscendenza da biscotteria e pasticceria di carattere, ma svela le sue vere ambizioni con foie gras ed erborinati delicati. Per nulla modesto, nelle versioni più complesse si concede come intrigante compagno di meditazione.

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